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INTRODUZIONEStretching Globale

Lo STRETCHING GLOBALE è un differente modo di allungamento muscolare la cui corretta applicazione permette di ottimizzare le abilità motorie e di affinare il gesto tecnico.
Sono necessari la conoscenza teorica del metodo, una buona capacità di controllo e ascolto del corpo, un obiettivo specifico da perseguire.

Dalla corretta esecuzione si ottiene la liberazione delle fasce muscolari dai freni rappresentati dal tessuto connettivo che le circonda, il quale va incontro a retrazioni in seguito a posture viziate, traumi, cicatrici e sovraccarichi (funzionali e non).
Ne consegue una maggiore propriocezione, una minore esposizione a infortuni, una maggior elasticità muscolare e una maggiore precisione del gesto tecnico. Inoltre, una più alta quantità di fibre muscolari a disposizione significa una più grande forza potenziale da esprimere.

La tuffistica è caratterizzata da movimenti e posizioni standard, contraddistinti da grande mobilità articolare e precisione fra i rapporti articolari, che possono essere riprodotti e migliorati tramite le posizioni dello stretching globale.

L’attrezzo PancaFit® permette di riprodurre in modo semplice le posizioni caratteristiche dei tuffi, e sfruttando la posizione antigravitaria, di mettere in pratica lo stretching globale con il massimo risultato.

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Tuck position
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Pike position
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Pike position
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Vertical Entry

Peculiarità del metodo:

  • Posizione di riferimento
  • Rigorosa simmetria
  • Presa di coscienza e ascolto del corpo
  • Controllo del respiro
  • Gestione delle tensioni che emergono
  • Programmazione del tempo e modalità di stretching a breve e lungo termine

Esercizi Base:

  • Respirazione diaframmatica
  • Attivazione-Rilascio selettivo distretti corporei
  • Autoallungamento specifico
  • Addominali Propriocettivi

Esercizi base

RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA
ATTIVAZIONE-RILASCIO SELETTIVO DISTRETTI CORPOREI
AUTOALLUNGAMENTO SPECIFICO
ADDOMINALI PROPRIOCETTIVI

L'ATTREZZOPancafit®

L’attrezzo Pancafit® è stato ideato e creato dal dottor Raggi nel 1997, come metodo allungamento muscolare globale decompensato.

La Pancafit® consiste di due tavole rigide unite da un perno metallico. Ciascuna tavola può essere regolata in senso verticale modulabile a molteplici gradi.

Questa possibilità di regolazione dell’angolo di chiusura coscia busto e busto coscia da 180° a 0° rappresenta la peculiarità dell’attrezzo e si traduce in un allungamento della catena posteriore riprodotto in posizione carpiata ad angoli sempre più stretti.

Tramite le maniglie situate all’apice dello schienale è possibile allungare la muscolatura degli arti superiori, rigorosamente in asse con il busto per allineare le braccia al busto e migliorare la verticalità.

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Pancafit®

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Regolazione dell’angolo di chiusura coscia busto e busto coscia da 180° a 0°.

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Maniglie all’apice dello schienale per allungare la muscolatura degli arti superiori in asse con il busto.

I PRINCIPI DEL METODOStretching Globale

1. Concetto di catene muscolari

Ciascun muscolo rappresenta un anello di una catena. È limitato e poco efficace lavorare il singolo muscolo senza integrarlo nella sua catena, e quella catena con le altre.

La resistenza di una catena è data dal suo anello più debole, e spesso questo è nascosto da meccanismi di compenso che il corpo attua, sacrificando la propria elasticità e sovraccaricando certi gruppi muscolari e articolazioni.

Traumi recenti e passati si dissipano nel corpo e lasciano degli atteggiamenti viziati che ostacolano la massima espressione funzionale del corpo e il suo sviluppo muscolare e motorio.

Lo stretching globale decompensato, sulla base di un’analisi individuale del paziente, permette di scovare gli anelli deboli e stimolare la loro correzione, per poi integrare l’anello con il resto del sistema e riprogrammare i movimenti dal punto di vista neurologico così da eliminare ogni strascico del vizio precedente.

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2. Respirazione e Coordinazione

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Il ritmo respiratorio è un ritmo di vita, e dallo studio di ampiezza, coordinazione e ritmo si possono dedurre molti aspetti peculiari della postura di ciascun individuo.

Nello stretching globale viene utilizzato principalmente come motore endogeno del corpo che scandisce la fase di tono muscolare (inspirazione) e la fase di rilascio muscolare (espirazione). Valorizzando un’espirazione lenta, passiva e profonda, il sistema delle catene muscolari sarà più disponibile a ricevere e ad assimilare gli stimoli di allungamento cui viene sottoposto.

Dal punto di visto biomeccanico, il Diaframma (principale muscolo respiratorio) rappresenta l’anello di congiunzione di tutte le catene muscolari. Stimolato in modo fisiologicamente corretto, si raggiungono gli anelli più profondi e inaccessibili delle catene muscolari con una migliore riprogrammazione neurologica delle stesse.

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3. Controllo fine delle parti del corpo

La gestione fine e accurata dei movimenti delle articolazioni è necessaria per ottenere un migliore allungamento dell’intera catena e per una riprogrammazione neuromuscolare più efficace.

Le estremità delle catene, ossia gli anelli finali, sono di estrema importanza per la propriocezione e l’equilibrio del corpo.

Questi sono piede, mano, capo e lingua. Ciascuno di essi richiede un’estrema precisa capacità di controllo e per ciascuno di essi è possibile mettere a punto protocolli ed esercizi specifici sui quali è bene concentrarsi per ottenere un autentico salto di qualità.

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4. Programmazione nel tempo

L’atleta nel corso dell’anno si allena in funzione del programma gare.

E come si programma l’allenamento tecnico e il potenziamento, anche lo stretching si pianifica rispettando i tempi del corpo di assestamento e di recupero, sfruttando la fase di maggiore disponibilità (supercompensazione).

È necessario monitorare i miglioramenti di ciascuno per ottimizzare tempi e benefici.
La programmazione può essere fatta su base quotidiana, settimanale, mensile o annuale.

Non si tratta di modificare la routine dell’atleta, piuttosto di introdurre esercizi nuovi, performanti e individualizzati, nonché sfruttare il potenziale dell’esercizio in atto curandone i dettagli.

5. Modalità di applicazione

Scarico - Gesto Tecnico - Prevenzione - Terapia

È bene che ciascun atleta conosca le differenti tipologie di stretching in virtù dell’obiettivo.

Lo stretching può essere di grande supporto qualora venga eseguito in modo specifico alle necessità:

  • Scarico post allenamento: stretch soft e duraturo nel tempo, valorizzando il rilascio diaframmatico e delle catene in toto.
  • Perfezionamento gesto tecnico: stretch medio intenso con coinvolgimento specifico biomeccanico delle articolazioni. Abbinato ad esercizi propriocettivi.
  • Prevenzione: stretch globale decompensato soft e miglioramento funzionale dei sistemi propriocettivi.
  • Terapia: in caso di infortunio o recupero post trauma. Consigliabile la valutazione e trattamento osteopatico e posturologico. Si consiglia di prediligere esercizi di riequilibrio muscolare globale decompensato, piuttosto che esercizi di rinforzo.

Il Progetto

Pianificato in un minimo di 6 settimane

Obiettivi

Migliorare la verticale di forza
Migliorare la posizione carpiata
Migliorare la posizione raggruppata
Migliorare la verticalità in ingresso
Migliorare la posizione di stacco

Programma

Week 1
Apprendimento principi e confidenza con gli esercizi base
Week 2
Migliorare la verticale di forza
Week 3
Migliorare la posizione carpiata
Week 4
Migliorare la posizione raggruppata
Week 5
Migliorare la verticalità in ingresso
Week 6
Migliorare la posizione di stacco

Questa programmazione non prevede per forza settimane consecutive; la pianificazione si calibra sul campo, in accordo con i ritmi della squadra e dei singoli atleti

I MIGLIORAMENTI

Dopo una sola seduta
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